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Tema: la canapa, secondo sostanze.info

  1. #1
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    la canapa, secondo sostanze.info

    La canapa indiana (Cannabis indica) è una pianta comune largamente diffusa nelle zone tropicali e temperate della terra. Con marijuana si indicano i fiori della canapa indiana, mentre l'hashish è la resina della cannabis estratta dal polline dei suoi fiori.

    Cenni Storici:
    Antichità e Medioevo:

    6000 B.C. Semi di canapa vengono usati come cibo in Cina
    4000 B.C. Primi reperti che testimoniano l'uso della canapa come materiale tessile.
    2727 B.C. Primo uso documentato della canapa come medicinale nella medicina cinese.
    1200 - 800 BCE La canapa è menzionata nel testo sacro indù Atharva Veda come una delle cinque piante sacre a Shiva.
    700 - 300 BCE Le tribù sciite lasciano semi di canapa come offerta nelle tombe reali.
    500 B.C. Gli sciiti introducono la canapa in Europa
    430 B.C. Erodoto parla dell'uso rituale e ricreazionale di canapa presso gli sciiti ne "Le storie."
    70 Dioscoride menziona la canapa come medicina romana.
    170 Galeno descrive l'effetto psicoattivo della canapa.
    500 - 600 Il Talmud menziona le proprietà euforizzanti della canapa.
    900 - 1000 L'uso di hashish si diffonde in arabia.
    1090 - 1256 Hasan ibn al-Sabbah, il "vecchio della montagna" è a capo di una setta di assassini. Le leggende indicano l'hashish come il principale premio destinato ai suoi seguaci.
    13th secolo Ibn al-Baytar di Spagna descrive la canapa nel primo trattato specifico.
    1271 - 1295 Marco Polo diffonde in Europa la leggenda di Hasan ibn al-Sabbah
    Epoca moderna:

    1549 Schiavi angolani portano con sé semi di canapa verso le piantagioni di canna da zucchero in Brasile. I padroni gli permettono di piantarle e fumare tra i turni di lavoro.
    1606-1632 Francia e Inghilterra diffondono la coltivazione di canapa nelle colonie di Port Royal (1606), Virginia (1611), and Plymouth (1632).
    1798 Napoleone scopre il consumo di hashish in Egitto e lo proibisce. I suoi soldati però diffondono l'usanza in Francia.
    1840 In America si diffondono medicine a base di canapa nelle farmacie.
    1843 Fondato a Parigi il "club dei mangiatori di hashish"
    1856 L'Inghilterra tassa il commercio di canapa in India
    1906 Gli Stati Uniti regolamentano il commercio di alcool, canapa e oppio col "Pure Food and Drug Act."
    1915 - 1927 L'uso non medico di canapa viene proibito negli stati USA del sudovest: California (1915), Texas (1919), Louisiana (1924), e New York (1927).
    1937 Forti pressioni della DuPont e dei giornali ad essa collegati, motivati da interessi economici legati alla produzione di fibre tessili e carta portano all'approvazione del Marihuana Tax Act che vieta la canapa negli USA.
    anni '50 Il governo marocchino dà tacito consenso alla coltivazione della canapa.
    1962 Prima produzione di hashish in Marocco.
    1972 La commissione Shafer, istituita da Nixon, propone la rilegalizzazione della canapa ma viene ignorata.
    1975 La Food&Drugs Administration ammette la possibilità di uso medico della canapa. I Paesi Bassi legalizzano canapa e derivati.
    Anni 1980 Il Marocco soppianta Afghanistan e Libano come maggior produttore mondiale di hashish
    2000 La Svizzera legalizza la coltivazione di canapa.
    2003 Il Regno Unito depenalizza il consumo di canapa.

    Approfondimenti:
    La cannabis è di gran lunga la sostanza psicotropa illegale più diffusa in Italia. Il 31% della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni ha fatto uso di cannabis*, una percentuale che non ha paragoni se confrontata con qualunque altra sostanza. Si stima che siano circa 350.000 coloro che abitualmente e quotidianamente fanno uso di cannabis e 1.900.000 quelli che lo utilizzano nel fine settimana. In particolare sono i diciannovenni, tra i quali circa il 40% dei maschi ne ha fatto uso nell’ultimo anno, ad esserne soggetti.
    La sua diffusione e ancor più la sua enorme pervasività all’interno di tutto il corpo sociale, ovvero la sua capacità di raggiungere non solo una minoranza di “giovani ribelli”, sono confermati dal dato che la maggioranza della popolazione compresa tra i 15 e i 54 anni (il 64%) ha conoscenti che utilizzano cannabis. La percezione sociale della pericolosità relativa a questa sostanza è decisamente bassa, fatto che via via sta facendo perdere alla cannabis e ai suoi derivati parte della carica di stigma tipica delle altre sostanze illegali.
    La cannabis si è insomma inserita – sia direttamente, ovvero attraverso l’uso personale, che trasversalmente, cioè attraverso la conoscenza e la frequentazione di persone che ne fruiscono - nella socialità e poi nella vita intima di milioni di persone, andando a costituire per la popolazione giovanile un vero e proprio “medium” delle pratiche ricreazionali. In particolare tra gli studenti delle scuole medie-superiori, nei momenti di ritrovo, tende spesso ad assumere il ruolo di fulcro della scena attorno al quale ci si riunisce e si trascorre il tempo. Da un lato certamente il suo carattere di sostanza proibita accentua la curiosità e si unisce alla volontà di trasgressione tipica di molti giovani. Dall’altro è proprio lo scarso rischio percepito intorno alla sostanza a renderla appetibile.


    Come per altre sostanze anche questo fenomeno si inserisce in un più generale cambiamento del ruolo del tempo libero che si caratterizza oggi come il principale luogo di produzione delle identità. Per la popolazione giovanile significa che l’uscita la sera è quindi il luogo di produzione di se stessi e del proprio ruolo sociale. In quanto non puro divertimento, ma strumento di strutturazione dei propri ruoli, delle proprie relazioni, dispositivo principe della costruzione del proprio mondo essa tende a sviluppare regole “altre” rispetto a quelle finora sperimentate o proposte dagli altri. E’ in questo contesto che il farsi una canna si presta a diventare simbolo di uno stile di vita non appreso ma “scelto”: il passaggio dalle regole del padre a quelle dei pari.
    L’utilizzo di cannabis trova poi un riconoscimento all’interno di certe stili di vita: le sub-culture reggae e hip hop, ad esempio, ne fanno il loro elemento di riconoscimento, il fulcro che, insieme alla musica, contraddistingue e contiene le due culture. Al loro interno la cannabis è sicuramente più diffusa che altrove, ma questi due universi non esauriscono il vero bacino di utenza di questa sostanza che si diffonde trasversalmente.
    Della cannabis è molto diffuso anche l’utilizzo nella vita quotidiana a prescindere dalle occasioni sociali, ed è diffusa la pratica di usarla per rilassamento. Il rischio di una dipendenza psicologica, forte come nel caso di ogni pratica reiterata sia all’interno di un riferimento culturale sia nella minuta vita quotidiana. L’avvicinamento alla sostanza non sembra inoltre legato ad un vissuto di esclusione ed il consumo di cannabis cresce al crescere della scolarità. Emerge quindi una fascia di popolazione inserita socialmente, colta, ma che nonostante ciò -e anzi in misura maggiore di altre fasce comunemente interpretate come “più a rischio”- compie atti considerati devianti.
    Effetti:
    La cannabis in genere amplifica ed intensifica le sensazioni fisiche e psichiche, sia di sé stessi che riferite al contesto ed alle altre persone. La percezione e l’orientamento del tempo, dello spazio, risultano alterati e percepiti come dilatati. Gli effetti della cannabis sono soggettivi e dipendono in larga misura dalle condizioni psico-fisiche del consumatore, dal tipo di situazione in cui avviene il consumo e dagli effetti ricercati.
    Sul piano fisico vi è un lieve aumento della frequenza cardiaca, arrossamento della congiuntiva oculare, diminuzione della secrezione salivare.
    La ricerca sui meccanismi d'azione della canapa sul cervello ha portato negli ultimi anni all'identificazione di recettori cerebrali per il THC, il principio psicoattivo contenuto nella cannabis, presenti in diverse zone del cervello.
    Tali strutture occupano un ruolo importante nei processi di apprendimento e memorizzazione, dell'adattamento fisiologico (fame, sete, regolazioni del sistema ormonale, ecc.), del coordinamento motorio.
    La presenza di recettori cerebrali per il THC suggeriva l'esistenza di una molecola naturalmente prodotta dal sistema nervoso capace di legarsi a tali strutture cellulari e di provocare effetti simili a quelli della canapa, un cannabinolo organico: questa sostanza è stata scoperta nel 1992 dal chimico israeliano Raphael Mechoulam, che ha voluto chiamarla "anandammide" (da Ananda l'epiteto sanscrito fonte di vita e felicità con cui gli indiani indicavano la canapa).



    Rischi:

    L’uso massiccio e continuativo della sostanza può dar luogo, specie in presenza di alti contenuti di THC, a una riduzione della memoria a breve termine.
    La cannabis, come tutte le sostanze che modificano la coscienza o danno piacere, può causare dipendenza psichica. Se il suo consumo diventa necessario per stare bene con se stessi o per relazionarsi agli altri, oppure se il suo mancato consumo provoca angoscia o apatia, probabilmente ci troviamo già di fronte a una dipendenza.
    Se la maggior parte dei consumatori sperimenta una condizione di benessere, rilassatezza e di maggiore disinibizione, un’aumentata capacità di introspezione e di astrazione, altri lamentano l’insorgere o l’accentuazione di stati ansiosi (fino a crisi di panico) e depressivi. Quasi sempre compaiono dispercezioni che in alcuni casi possono assumere le caratteristiche di vere e proprie allucinazioni.
    Le più frequenti reazioni negative acute da cannabis riguardanti l'aspetto psichico sono essenzialmente:

    Ansia, che può manifestarsi a un livello molto leggero, ma talvolta diventa un vero e proprio senso di angoscia, di perdita di controllo e di timore di non poter più tornare allo stato normale.
    Depressione, che però dipende essenzialmente da condizioni emozionali negative preesistenti o da condizioni ambientali contingenti la cui percezione viene amplificata dalla cannabis.
    Sul piano fisico l'uso di cannabis può inoltre portare a tachicardia, nausea, mal di testa, torpore, scarsa coordinazione corporea, cali di pressione.
    Nella modalità d’assunzione più comune, il fumo inalato porta nei polmoni sostanze cancerogene derivanti dalla combustione a danno dell'apparato respiratorio e cardio-circolatorio.

    Riduci i rischi:

    Nel caso in cui qualcuno sperimenti uno stato di paranoia, di forte ansietà o degli attacchi di panico è importante stare vicino alla persona rassicurandola che l’effetto passerà.
    Se si presentano nausea, capogiri e sudori freddi, può esservi il rischio di collasso: è opportuno quindi accompagnare la persona in un ambiente tranquillo e areato, farla sdraiare, ed eventualmente somministrare degli zuccheri.
    È necessario sospendere o evitare l’uso di cannabis se questa amplifica o causa sensazioni negative.

    Tieni presente che:
    > Se decidi di consumare sostanze non ti isolare e comunque evita luoghi pericolosi o appartati (anche se sei in gruppo).
    > È consigliabile non usare sostanze se si devono intraprendere attività dov’è necessaria una completa lucidità, prontezza di riflessi e integrità delle percezioni, come la guida di veicoli.
    > Presta particolare attenzione alle sostanze che non conosci e che utilizzi per la prima volta: la scarsa conoscenza o la sottovalutazione degli effetti e dei rischi potrebbero rendere più difficile la gestione di un’eventuale situazione problematica.
    > In caso di necessità o d’incertezza, non aver paura e chiedi aiuto: se è presente uno spazio Chill Out rivolgiti agli operatori (la struttura è organizzata per accogliere e gestire i casi di malore) o chiama il 118.
    > I MIX: usare più sostanze insieme è sempre un rischio. Le diverse combinazioni di sostanze assunte non permettono di conoscere tutti gli effetti che ne derivano: il mix può avere conseguenze inaspettate, sgradevoli e di difficile gestione: in alcuni casi esse possono essere estremamente pericolose.
    > In generale i diversi livelli d’alterazione delle sostanze, la durata degli effetti ed i rischi annessi, sono fortemente condizionati da fattori come: le caratteristiche personali (fisiche, psicologiche ed emotive che possono essere diverse nella stessa persona da momento a momento), le aspettative legate all’esperienza ricercata, il contesto d’uso, la qualità e quantità di sostanza assunta, la concentrazione di principio attivo ed - in ultimo, ma non meno importante - la modalità d’uso (assunzione per via orale, inalazione, sniffo, pratiche iniettive).
    > È credenza comune ma errata che le droghe naturali (es: cannabis, funghetti allucinogeni, oppio ..) siano sempre meno nocive e pericolose delle sostanze chimiche di sintesi.

  2. #2
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    Re: la canapa, secondo sostanze.info

    Molto grazie ! Mi piace informarme rapidamente cui della situazione nella Italia. E importante conoscere que pasa nell il mundo cannabico.
    Perdonna, ma non so escribire ni parlare italiano come mi piaccere.
    Ciao!
    estoy harto de potear, con policias en cada bar, y por eso me voy a baïlar en cannabiscafé

  3. #3
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    Re: la canapa, secondo sostanze.info

    ciao papajumba un piacere leggerti qui con noi, continua a leggere e vedrai che scriverai meglio
    un abbraccio


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